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[GIAPPONE 1/3 – Okinawa e Nagasaki] Incanti automobilistici d’Oriente

Posted by Dr. Pianale su 24 giugno 2009

 
Inizia, con questo post, il mio trittico dedicato specificatamente al Giappone che per ogni amante e appassionato di tutto quello che si muove su ruote, è il realizzarsi di un sogno. Sia per l’appassionato, per pistaiolo, per il tuner o per il cultore della mobilità sostenibile il paese del Sol Levante è un Esempio
 


 

OKINAWA (Giappone)

2009

La prima tappa del mio viaggio automobilistico in Giappone è a Naha, la capitale dell’arcipelago che comprende l’isola di Okinawa, che pur essendo una città di 300.000 ha una monorotaia per il trasporto pubblico

La “mitica” Toyota Crown, che nella versione Confort è l’immutabile taxi che viene usato come macchine di servizio in tutto il Giappone

Nel parcheggio, ovviamente apio e sotterraneo, del Castello_di_Shuri l’incontro con la mia prima Compact che in Giappone è più diffusa della Serie 1

Ed ecco qui una carrellata di KeiCar, riconoscibili per la loro targa gialla, quasi tutte superaccessoriate, supertamarrate e dalle improponibili forme che passano dal cubico più estremo allo sportivo senza passare dalla forma a “automobile”

Un concessionaria di usato, solo KeiCar

La versione a due porte della Suzuki Wagon R (con vernice opaca)

Questa ormai è solo una spoiler… 🙂

La forma a cubo condiziona anche la produzione automobilistica normale, anche quella non specificamente del segmento KeiCar

Fuori dal Peace Memorial, dedicato a tutti i caduti (più di 260.000) della battaglia di Okinawa da marzo a giugno del 1945 fra Giapponesi e americani questa VW “Made In Germany” acquista un significato diverso

Foto turistiche:

 


NAGASAKI (Giappone)

2009

Entriamo nella profonda baia di Nagasaki passando sotto il lungo ponte autostradale, che la guida ci indica come un miracolo della tecnologia per come è stato e sarebbe in grado di resistere ai forti terremoti

In porto ci attendono, ordinatamente, i pullman per le escursioni

In città, 400.000 abitanti, il servizio pubblico è fornito da tram

Concessionaria Daihatsu

Concessionaria Toyota

Concessionaria Honda

Andando in pullman verso il Museo della Bomba Atomica la nostra guida comincia a spiegarci cosa successe e gli effetti del bombardamento atomico del 9 agosto 1945

Il porto è praticamente *dentro* la città

Oilà….anche i Nippi parcheggiano dove non si può!

Ma il traffico in centro è molto poco..e questo bambino attraversa da solo e senza problemi

Il ponte sulla baia, visto dalla collina

Dal gommista…  🙂

La Nissan Cube “normale” e la sua versione KeiCar

Tornado verso la nave i pullman, al termine dell’escursione, vengono controllati sotto con il metal detector e degli specchi DAI GIAPPONESI… mai visto fare una cosa del genere..cos’hanno paura che esca di illegale dal paese?

Una scena mai vista in occidente, i pullman entra nell’area di imbarco uno alla volta e fanno manovra in retromarcia “scortati” dalla guida per evitare qualsiasi problema!

Lasciamo Nagasaki e ripassiamo sotto il sottilissimo ponte strallato

Foto turistiche:

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Crociera 2009 – “Incanti del Sol Levante” con Costa Classica – Naha (10 di 32)

Posted by Dr. Pianale su 19 giugno 2009

(itinerario)

NAHA (Giappone) – Mercoledì 24 giugno (Prima Parte)

Finalmente il “mitico” Giappone dove sbarchiamo per la prima volta sull’isola di Okinawa

Facciamo questa escursione, molto interessante:


LA GROTTA DI GYOKUSENDO E TOUR DI OKINAWA

Lasceremo il porto di Naha (il Porto Nuovo di Okinawa) per visitare l’Okinawa Peace Memorial Museo e il suo parco. Questo parco si trova a Mabuni, dove ebbero luogo gli ultimi combattimenti della battaglia di Okinawa. Il Peace Memorial Museo fu inaugurato il 1 Aprile del 2000. Il museo fu costruito per illustrare le varie esperienze vissute in prima persona dai soldati e per esaltare l’inestimabile valore della vita umana e della libertà personale. L’escursione prosegue con la visita alla grotta di Gyokusendo. La grotta si trova nel centro di Tamagusuku, uno dei più grandi giacimenti di roccia calcarea del continente asiatico. Scoperta nel 1967 offre la possibilità ai suoi visitatori non solo di scoprire un mondo sotterraneo e misterioso composto da più di 900.000 stalattiti, stalagmiti e colonne di pietra, ma anche di ammirare i fiumi e le cascate nascoste al suo interno. Al termine della visita faremo una piccola sosta fotografica presso il Shurei Mon Gate.


Giunti in porto al mattino, a causa del diffondersi del virus dell’influenza A (H1N1), salgono a bordo sia i funzionari dell’immigrazione nipponica per controllare, sia una squadra di medici che controllerà a tutti la temperature corporea.

Ci mettiamo tutti in fila per la visita.

Scendiamo a terra a Naha, la capitale dell’arcipelago, che pur essendo una città di 300.000 ha una monorotaia

Prima tappa, solo visita esterna, al Castello_di_Shuri bellissimo, ma completamente ricostruito dopo essere stato raso al suolo dai bombardamenti americani della Seconda Guerra Mondiale

Donne in costumi locali, per farsi fotografare con i turisti

Dopo un breve viaggio in pullman arriviamo al Peace Memorial, dedicato a tutti i caduti (più di 260.000) della battaglia di Okinawa da marzo a giugno del 1945 fra Giapponesi e americani

Una caratteristica scolaresca…

residuati bellici

Il memoriale con tutti i nomi dei caduti

La nostra guida locale

C’è, ancora oggi, chi prega per i loro cari morti 64 anni fa…

Un’offerta votiva…

Entriamo nel museo

Particolare di come era ridotto il suolo dopo i bombardamenti…  negli anni tutto è stato messo a posto e sopra costruito il museo, ma l’area era tutta piena di crateri e sotto la vetrata di può ancora vedere

Vari plastici e mappe della battaglia

Particolari degli oggetti ritrovati nei rifugi sotterranei, la maggior parte bruciati o bombardati.

I pochi sopravvissuti in larga parte preferirono suicidarsi con i coltelli o avvelenarsi con qualsiasi sostanza, piuttosto che arrendersi agli americani

Fotografie dell’’epoca

Ricostruzioni delle grotte in cui si rifugiò la popolazione

Una sala di preghiera…

Dopo la guerra Okinawa non tornò al Giappone, ma rimase un territorio occupato dagli USA fino al 1972, una parte del museo è dedicato alla vita sull’isola in quegli anni di occupazione militare

Fuori dal museo, la costa..

Il simbolo della pace in cima al parco del memoriale

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Crociera 2009 – “Incanti del Sol Levante” con Costa Classica – Naha (11 di 32)

Posted by Dr. Pianale su 19 giugno 2009

(itinerario)

NAHA (Giappone) – Mercoledì 24 giugno (Seconda Parte)

Seconda parte dell’escursione:


LA GROTTA DI GYOKUSENDO E TOUR DI OKINAWA

Lasceremo il porto di Naha (il Porto Nuovo di Okinawa) per visitare l’Okinawa Peace Memorial Museo e il suo parco. Questo parco si trova a Mabuni, dove ebbero luogo gli ultimi combattimenti della battaglia di Okinawa. Il Peace Memorial Museo fu inaugurato il 1 Aprile del 2000. Il museo fu costruito per illustrare le varie esperienze vissute in prima persona dai soldati e per esaltare l’inestimabile valore della vita umana e della libertà personale. L’escursione prosegue con la visita alla grotta di Gyokusendo. La grotta si trova nel centro di Tamagusuku, uno dei più grandi giacimenti di roccia calcarea del continente asiatico. Scoperta nel 1967 offre la possibilità ai suoi visitatori non solo di scoprire un mondo sotterraneo e misterioso composto da più di 900.000 stalattiti, stalagmiti e colonne di pietra, ma anche di ammirare i fiumi e le cascate nascoste al suo interno. Al termine della visita faremo una piccola sosta fotografica presso il Shurei Mon Gate.


Arriviamo alla grotta di Gyokusendo che si trova all’interno di una specie di parco delle tradizioni locali

Scendiamo nelle bellissime grotte che permettono un tragitto sotterraneo di quasi 1km.

Purtroppo (o forse per fortuna) i Giapponesi peccano di ingenuità e in alcuni punti sono decisamente buie e poco valorizzate (qui da noi in Italia grotte così sarebbero un’attrattiva nazionale)

Usciamo dalle grotte in quello che è una via di mezzo fra un giardino botanico, un fiera delle merci locali e un museo all’aperto

Vanto dell’isola la bevanda alcolica “insaporita” dalla presenza di una specie di serpente velenoso diffuso sull’isola

Un piccolo museo

I resti di una nave antica

Per tornare alla nave, percorriamo la via principale di Naha con i suoi negozi, luci e colori, un primo timido assaggio di quello che si vedrà a Tokyo

Di nuovo la monorotaia e il “traffico” locale

Il porto turistico

Si arriva alla nave

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