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Citroën DS4

Posted by Dr. Pianale su 2 agosto 2011

Prova: Citroën DS4 1.6 e-HDi 110cv FAP Airdream CMP-6 So Chic

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Ciao a tutti

lo scorso 16 luglio ho avuto modo di poter provare per una mattinata in anteprima una Citroën DS4 1.6 e-HDi 110cv FAP Airdream CMP-6 So Chic (nome un po’ lungo!) dato il mio interesse per l’acquisto di una 2.0 HDi 163cv o 1.6 THP 200cv e quindi di tornare al mio vecchio primo amore Citroënista.

Ovviamente le versioni di mio interesse non c’erano e mi sono dovuto accontentare di quella che prevede essere la versione più venduta con il cambio robotizzato 6 marce (CMP-6), ma ora andiamo a iniziare la prova “stile Quattroruote”.

ESTETICA: 9

L’estetica, in quanto tale, è soggettiva e non andrebbe valutata. Ovviamente dato il mio interesse per la vettura è chiaro che mi piace, ma non è questo il punto. La DS4 con la sua particolare fusione di stili un po’ berlina, un po’ coupé, un pizzico di imponenza da SUV è il prototipo di quello che ci aspetta nel prossimo decennio che sarà dominato dalle CrossOver. Dimentichiamoci pure nel segmento C e D le SUV che scimmiottano i fuoristrada e le berline che sembrano sempre troppo classiche, la DS4 farà da apripista a prodotti analoghi della concorrenza, e persino più estremi, come la futura Classe A CrossOver, la GLC e altre che arriveranno poi. A me nera non fa impazzire e infatti in apertura del test ne ho messo una bianca (io la prenderei bianca), colore che sottolinea meglio il particolare taglio dei fianchi posteriori e del lunotto che è il “lato coupé” della vettura (io gli darei 10). Fiancata altrettanto dinamica e frontale chiaramente pantografato dalla sorellina DS3… gli avrei dato un voto migliore e mi piacerebbe molto di più se non l’avessero fatta così alta sulle ruote, nulla che non si possa rimediare con un bell’assetto ribassato aftermarket, ma è un peccato. Triste

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POSTO GUIDA: 8

E’ dura essere abituati bene a sedersi su BMW… l’esemplare in prova era un So Chic con l’optional dei sedili in pelle nera. Saranno anche belli da vedere e impreziosiscono l’ambiente ma sono duri (macchina 0km), caldi al sole e un po’ gonfi. Ho avuto modo di provare la versione di serie in pelle (fianchetti) e tessuto (seduta e schienale) e sono stato meglio. Chi era salito prima di me, capita sempre, l’aveva regolata “alla SUV”… tirando giù il sedile mi sono accomodato meglio e tutto è diventato visibile e perfettamente posizionato. L’allestimento “importante” ha il rovescio della medagli di affollare la plancia e il volante di tasti e tastini, ma è un problema personale. Ovviamente è impossibile mantenere una posizione “sdraiata” come su BMW, non è ne nel DNA della Casa, ne nelle intenzioni e nei gusti di chi sceglie quest’auto.

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PLANCIA E COMANDI: 8

Lineare e ben fatta, ha un design pulito e elegante senza particolari note di colore o stravaganze (che però sarebbero filologicamente corrette su una Citroën) tali da ricordare che esternamente la macchina è decisamente fuori dal comune. I materiali sono di buona qualità e si nota un certo sforzo di impreziosire l’insieme, senza arrivare ovviamente alle finiture delle tedesche che Audi e VW sono comunque un altra cosa. Al tatto non si notato rumorosità parassite, in movimento l’unica microvibrazione (ci voleva un orecchio allenato per sentirla) arrivava proprio dalla parte superiore destra della plancia. (faceva più rumore la bocchetta di areazione sulla mia prima Serie 1 rossa, quindi peccato venialissimo).

Sotto il cruscotto, nel tunnel centrale alto, ma finto (la DS4, per ora, è solo a trazione anteriore) è presente una capientissima vasca refrigerata in grado di contenere due lattine o due bottiglie da mezzo litro. Più nella norma il cassettino portaoggetti.

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STRUMENTAZIONE: 9

Lucine blu “fighetto VW style”, ma lo schermo LCD su cui compaiono le indicazioni (a luci spente non si vede nulla) è veramente bello e ben fatto e, io non ho avuto il tempo di smanettarci bene, si possono modificare le informazioni visibili. Scenografico e quasi tridimensione, contrasta un po’ con la parte centrale che è più tradizionale con lo schermo del navigatore che non è neppure touch screen (10 cruscotto + 7 plancia = 8 complessivo)

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CLIMATIZZAZIONE: 9

Climatizzatore automatico bizona, potente e silenzioso e con tutte le regolazioni possibili. Da 10, ma mancano le bocchette posteriori e tolgo un voto (avevo fatto lo stesso provando la 123d). Attenzione a un particolare: i vetri posteriori sono fissi (spiegherò poi meglio perché) e il vetro anteriore è molto ampio. La DS4 è sicuramente un auto su cui non si può fare affidamento alla ventilazione dinamica perché credo diventi una serra.

VISIBILITA’: 7

Anteriormente il parabrezza è amplissimo e panoramico e comprende parte del tetto (la DS4 ha di serie il VisioSpace già presente su alcune versioni della C3 e delle C4 Picasso). Di fianco i montanti sono sottili e gli specchietti ben dimensionati. Dietro, molto semplicemente, non si vede nulla. Riesce a fare persino peggio del lunotto della Serie 1 berlina e coupé. Per fortuna Citroën da di serie i sensori di parcheggio posteriori (che su BMW si pagano). Gli avrei anche dato un 9 se, vista la situazione anteriore veramente scenografica e utile (l’auto e la seduta è alta e effettivamente anteriormente in manovra si è facilitati), avessero montato una telecamera posteriore con visualizzazione sul navigatore (l’ho testata sulla Lexus CT e devo dire che E’ la soluzione definitiva a qualsiasi problema di manovra).

Riguardo alla visibilità notturna non posso ovviamente dire nulla, ma l’auto viene venduta con fari alogeni di serie, con led per le luci diurne e posteriori. Gli xeno bidirezionali si pagano 850 euro.

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FINITURA: 8

Come accennato prima lo sforzo di proporre un prodotto a livello della concorrenza “premium” è innegabile. Il risultato propone molte luci e qualche ombra perché a fronte di una generale sensazione di opulenza (data più dalla quantità dei particolari e dal pellame, che dai materiali plastici veri e propri) e qualità, se si scava un pochino più a fondo si notato le condivisioni con la più “plebea” (mi si passi il termine) C4 che costa decisamente di meno. Il risultato, visto quello che era il passato anche recente, della Casa va comunque lodato e merita fiducia perché rispetto alla C4 o 308 che sono “sorelle” della DS4, cambiano veramente tante cose e soprattutto rispetto alla Peugeot si fa veramente fatica a credere che sotto la plancia ci sia la stessa macchina. Non ci sono sbavature o imprecisioni di montaggio o rumorosità parassite evidenti (tranne quella minima che accennavo sulla plancia superiore destra) anche se ovviamente tutto andrebbe riverificato dopo un po’ di tempo e dopo un po’ di caldo, buche e sole.

Anche esternamente la macchina è ben fatta, le fughe e le luci sono sottili e lineari. Particolarmente ben fatto quello della portiera posteriore che per simulare correttamente di non “esistere” deve avere luci il più possibili ridotte. Un vero peccato che in questo contesto esterno di quasi perfezione basti alzare il cofano motore, che è grosso e pesante, per notare una pecca: non esiste ammortizzatore che aiuta a sollevare il peso e il cofano rimane in posizione con una “bacchetta” sottile, contorta e dall’apparenza un po’ posticcia che con una mano va faticosamente infilata nel suo piccolo foro di alloggiamento mentre con l’altra si tiene su sto “macigno” che incombe sul cranio. Sistema identico a quello che avevo sulla Citroen Visa…peccato che il cofano non pesi più 10kg e che, anche per immaginabili ragioni di sicurezza, l’operazione presenta delle criticità che la Concorrenza ha risolto con una bella molla ammortizzata o una bacchetta più rettilinea e più facile da sistemare (persino sulla 306 della Limi la bacchetta è più spessa, rettilinea e facile ma sistemare).

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ACCESSORI: 9,5

La macchina è indubbiamente bel allestita e ha praticamente tutto il desiderabile per una segmento C dell’ultima generazione, tranne due particolari per cui non ho dato 10. Non esiste, neppure a pagamento, un sistema elettronico che agisca sulla risposta di cambio, motore, sterzo e sospensioni e non esiste (sono sicuro al 99%) la telecamera posteriore che sarebbe utilissima.

Per il resto, data la quantità smodata (provenendo dalle tedesche e giapponesi non sono abituato a tale profusione) di accessori di serie per allestimento, vi rimando a questa lista scannerizzata che li comprende tutti, compreso il sedili anteriori con funzione massaggio…

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DOTAZIONI DI SICUREZZA: 9

Provata dall’EUROncap con un ottimo risultato di 5 stelle, ma mancano gli airbag per le ginocchia per prendere 10.

http://www.euroncap.com/results/citroen/ds4/2011/427.aspx

ABITABILITA’: 7,5

Qui bisogna fare una premessa… vuoi un’auto molto spaziosa? Citroën ti da due versioni di C4 Picasso. Vuoi un’auto abitabile? Citroën ti da la C4. Vuoi un’auto diversa e particolare? Citroën ti da la DS4. Questa premessa serve perché è chiaramente inutile andare a cavillare sul perché la porta posteriore è piccola e con il vetro fisso ( il vetro è veramente come una 3 porte o coupé), sul perché c’è poco spazio per le corna di chi siede dietro (io che sono 1,75 però ci sto benissimo), sul perché ci sia qualche mm in meno per le ginocchia rispetto alla C4 (che ho provato e dietro si sta meglio). La macchina, questo tipo di macchina, si compra perché PIACE. Se si vuole comprare qualcosa che SERVE si prende la sorella scialba o la sorellona grassa. Detto questo una volta a bordo si sta bene e lo spazio è assolutamente adeguato a 4 adulti. Se la confrontassi con le berline del segmento dovrei dare meno di 7,5 come voto… ma in realtà, in attesa che arrivino le concorrenti dirette, va considerata una specie di Scirocco a 4 porte o una versione rialzata e “alla francese” della Mazda RX-8 che sono meno abitabili.

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BAGAGLIAIO: 9,5

385 litri di capienza per una berlina coupettosa del segmento C sono tanti e molto regolari. Sotto la base del bagagliaio c’è lo spazio per il ruotino (nell’esemplare in prova c’era il kit di riparazione) che può essere sfruttato per il bombolone del gas o per mettere altra roba (se non c’è la ruota, ovviamente). Sistema passate di serie.

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CONFORT: 8

Qui vale lo stesso discorso dell’abitabilità. Per chi vuole una Citroën più “Citroën” c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il target è volutamente diverso e l’obiettivo è strappare clienti alle tedesche. Quindi la macchina è (piacevolmente) compatta senza essere rigida, frenata senza essere scomoda. Io credo che il punto di riferimento sia il confort di una Audi A3 perché BMW e Mercedes sono differenti. Anche i sedili un po’ rigidi “alla tedesca” contribuiscono a questa sensazione (acuita dalla pelle “da armadillo” dell’esemplare in prova…). Il motore e il cambio non esistono dal punto di vista del disturbo (e neppure da punto di vista meccanico, ma spiegherò meglio dopo). Il clima è silenzioso e perfetto. Insomma, un quadro positivo senza essere tipicamente Citroën.

MOTORE: 7

Il 1.6 HDi 110cv FAP EURO 5 è diffuso a macchia d’olio su una sterminata serie di auto sia di PSA, sia di Ford, sia di Mini, ma non l’avevo mai provato. Lo dico subito: è stata una forte delusione perché l’ho trovato particolarmente lento e addormentato, più di quanto mi aspettassi normale per 111cv spalmati su 1375kg di auto. Lo 0/100 dichiarato in 11,3 secondi mi aveva messo sull’avviso che non era un fulmine di guerra, ma secondo me eravamo ben sotto quella prestazione perché l’allungo (comunque ridotto) andava cercata insistendo molto con l’acceleratore. Complice un cambio robotizzato con una taratura da economy run ci si trova fra le mani un’auto con un motore adatto a un bel 130km/h sotto tutor o andarci a fare la spesa o accompagnare i nonni al mare piuttosto che a una statale trafficata, magari in salita, con qualche sorpasso in sicurezza. Ovviamente non tutto era negativo: non ricordo di aver provato un diesel così silenzioso e senza vibrazioni. Quasi indistinguibile da un benzina anche durante i riavvii dello Start&Stop il 1.6d PSA fa sembrare il 2.0d BMW, dal punto di vista morbilità di funzionamento e assenza di vibrazioni, uno dei prototipi per la fabbrica di birra chiesti a Rudolf Diesel, non di sicuro un motore automobilistico moderno.

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ACCELERAZIONE: 6 – –

A prescindere dalla sensazione di avere sotto il piede un citofono per chiamare il bradipo che dorme nel cofano… i dati dichiarati da Citroën sono:

0 – 400m = 17,8

0 – 1000m = 32,4

0 – 100km/ora = 11,3

Velocità massima: 190km/ora

La BMW 116d (che ho guidato) con 116cv, usa un 1 secondo in meno nello 0/100 e fa i 200km/ora e tutte le altre tempistiche sono velocizzate di conseguenza. La DS4 provata è oggettivamente un’auto lenta e la sufficienza risicata è veramente di fiducia nella speranza che la versione manuale sia un pochino più arzilla. Personalmente piuttosto che con quel motore/cambio…sto senza macchina.

RIPRESA: s.v.

Non esistono dati ufficiali e comunque anche in questo caso non è un fulmine, forse va un pelino meglio che in accelerazione perché in ripresa, magari un po’ su di giri, non è necessario fare velocemente (eufemismo) il I –> II che rendeva bradipica l’accelerazione.

CAMBIO: 5

In questo sarebbe meglio un Senza Voto perché il cambio manuale robotizzato molto semplicemente non esiste. Ed è proprio il suo bello e il suo brutto. Non esiste quando morbidamente e rilassatamente si circola in situazioni di traffico utopiche da pubblicità della Mulino Bianco (ma quando mai…), ma non esiste neppure quando si parte velocemente da un semaforo perché il pirla davanti ti sta per infilare la corsia e magari vorresti muoverti con un minimo di agilità. Come accennavo prima il I –> II è degno di un vecchio cambio automatico con il convertitore rotto a slittamento infinito. Non esistono neppure tastini “sport” o qualsiasi altro marchingegno tale da suggerirgli che intorno a lui il circolante non sempre ci permette di agire come se fossimo in un economy run per il ciclo di omologazione dei consumi o non si volesse svegliare la suocera che dorme sul sedile passeggero,  che poi sono le cose che  la sua intelligenza elettronica sa fare meglio. Salendo di giri migliora un pochino e diventa più veloce. Ho provato a giocare un po’ con i tastini sul volante: come ho detto altre volte, usando le dita sono finito a fare brum brum con la bocca e a chiedermi quale patente stavo facendo a GT5… Va un po’ meglio usato così, ma qual è il senso di prendersi un cambio AUTOMATICO se poi lo si usa in DIGITALE?

Altro difetto, l’esemplare in prova aveva il sistema Start&Stop…ma è possibile che sui cambi automatici dotati di S&S non c’è modo di farlo funzionare se non tenendo premuto costantemente il freno? Cioè, io mi fermo e il motore si spegne, ma se ho la macchina in piano e sto fermo e tolgo la pressione dal freno, il motore si riaccende anche se non tocco l’acceleratore e non mi devo muovere. Non capisco perché non era possibile mantenere il motore spento fino a che non schiacciavo l’acceleratore visto che in città poi finisce che per far funzionare lo S&S e risparmiare ti viene il polpaccio da ciclista e non puoi lasciare neppure per un secondo i pedali.

Altra cosa, il cambio “non esiste” anche dal punto di vista fisico…è quella specie di funghetto minusdotato che si muove con un dito sul tunnel. Roba da feticisti.

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STERZO: 6

Fino ad ora ho parlato di “difetti” che sono relativi al motore e al cambio provato. Lo sterzo, temo per tutte le DS4, l’ho trovato perfetto e leggerissimo in manovra e circolazione turistica, ma molto poco comunicativo e troppo leggero quando serve sapere esattamente si trovano le ruote. E’ chiaramente uno sterzo “turistico” che si sposa bene con motore e cambio dell’auto provata, ma dubito abbia una taratura adeguata sulla 2.0d 163cv e sulla 1.6 THP da 200cv e tale da dare un significativo piacere di guida e precisione. Raggio di sterzata veramente ridotto.

FRENI: 9

Dò un voto sulla fiducia: li ho trovati pronti e modulabili (ovviamente andrebbero misurati gli spazi di arresto e la resistenza).

SU STRADA: 8

Torniamo al discorso iniziale: cos’è una DS4? una Citroën C4? o una BMW Serie 1?… no, non lo è e non vuole esserlo quindi il “compito” è stato svolto in modo alternativo alle tradizioni della Casa (“alternativo” fino a un certo punto, le ZX e le Xsara prestazionali erano delle discrete tavole…). Quindi è stato cercato, volutamente, di far sembrare l’auto più “tedesca” che “francese”.

Questo è riuscito e l’auto è piacevole anche se purtroppo è difficile capire cosa è veramente in grado di fare la DS4 perché l’abbinata cambio/motore nulla centravano con l’assetto “sostanzioso” e i 215/45 R17 dell’esemplare provato. Facendo le debite proporzioni è assurdo come mettere l’assetto M-Sport e i 17” su una 116d in allestimento interno lussuoso. Probabilmente qualche stratega del marketing ha detto che è giusto così e che in nessun modo si doveva fare la DS4 simile a una C4 con lo stesso motore/cambio, però ne è venuta fuori una macchina strana e non perfettamente centrata sull’obiettivo di essere ben definita e sincera.

Viceversa, deve essere molto più piacevole e adeguata, sterzo a parte che mi sa che rimane un po’ “molle”, con i motori più cavallati.

CONSUMO: 8,5

La DS4 provata era nella versione Airdream per la presenza dello Start&Stop (e altro) per ridurre i consumi.

Urbano l/100 km 4,8  (5,3) [5,2]
Extraurbano l/100 km 4,1   (3,8) [3,9]
Combinato l/100 km 4,4   (4.4) [4,5]

Emissioni CO2 g/km 114 (115) [116]

Sono valori molto buoni se presi in senso assoluto, se però vengono confrontati con la (116d 116cv) e la [120d 184cv] perdono un po’ di smalto e non indicano un rapporto consumi/prestazioni particolarmente favorevole.

PREZZO: 8,5

Data la dotazione secondo me è difficile fare di meglio di questo listino (copio/incollo da 4R)

La Citroën DS4 ha un prezzo. Anzi, ne ha dodici, tante quante le versioni disponibili. Si parte dai 20.100 euro (I.P.T. esclusa) della DS4 1.6 VTi 120 Chic fino ai 29.200 euro della DS4 2.0 HDi 160 FAP CMP-6 Sport Chic.
Chic. Sono tre i livelli di allestimento, Chic, So Chic e Sport Chic. Oltre alla versione d’ingresso a benzina, ci sono anche le due DS4 equipaggiate con il 1.6 eHDi 110 Fap Airdream abbinato al cambio manuale oppure al robotizzato a sei marce, che costano rispettivamente 22.300 e 23.100 euro (I.P.T. esclusa).
So Chic. Con l’allestimento intermedio So Chic sono disponibili la 1.6 VTi 120 a 22.600 euro, la 1.6 THP 155 CMP-6 a 24.600 euro, la 1.6 eHDi 110 Fap Airdream a 24.800 euro, la 1.6 eHDi 110 Fap Airdream CMP-6 a 25.600 euro, la 2.0 HDi 160 Fap a 27.100 euro e la 2.0 HDi 160 Fap CMP-6 a 27.600 euro (tutti i prezzi Ipt esclusa).
Sport Chic. Tre, infine, le versioni di punta Sport Chic: la 1.6 THP 200 a 28.200 euro e le due 2.0 HDi 160 FAP manuale a 28.700 e automatica, come detto, a 29.200 euro (sempre Ipt esclusa).

Nello specifico io ho in mano un preventivo chiavi in mano, che andrebbe solo firmato per una consegna a gennaio 2012, per una 2.0 HDI FAP 160cv So Chic da 25.800 che è sostanzialmente il prezzo di una 116i base.

Non esistono al momento vere concorrenti dirette, arriveranno, e si vedrà meglio la bontà dell’offerta e del prodotto di Citroën.

GARANZIA: 9

Oltre i 2 anni legali, pagando si arriva fino a 5 anni completi. Non siamo a livelli dei 7 anni di Kia, ma non ci si può lamentare.


PREGI
– Linea e impostazione univoca e moderna (al momento persino “futuristica”)

– Dotazione.

– Buona qualità, quasi al livello delle tedesche.

DIFETTI
– Prestazioni troppo tranquille, in contrasto con l’impostazione sia estetica che di taratura della vettura

– Cambio

– Sterzo poco comunicativo

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