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Posts Tagged ‘BMW Technik GmbH’

BMW Drive Stick Car (2002)

Posted by Dr. Pianale su 15 Mag 2010

25 Anni di BMW (Forschung und) Technik GmbH:

BMW Drive Stick Car

Sulla base della Serie 3 Compact E46 una rivoluzionaria concezione dell’interno e dei comandi dell’auto, tutti racchiusi in un Joystick

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BMW Z29 (2006)

Posted by Dr. Pianale su 15 Mag 2010

25 Anni di BMW (Forschung und) Technik GmbH:

BMW Z29 – piacere di guida a base di materiali di Formula 1.

Era stata annunciata come “secret car” per il Salone di Londra, dove però non era presente; ora da Auto Motor und Sport alcune notizie sulla BMW Z29, una coupé esteticamente ispirata alla Z4 ma con caratteristiche differenti. L’obiettivo principale è la riduzione del peso, con il mantenimento di un’elevata rigidità strutturale, grazie innanzi tutto alla monoscocca in fibra di carbonio ed ad un telaio “space frame” in alluminio.

Tutto è stato concepito per alleggerire la struttura: dalle portiere “modulari” ad apertura ad ala, così leggere da poter essere fissate su un solo cardine, alla finestratura; dagli allestimenti interni al sottoscocca. Perfino il design della carrozzeria è mirato, più che ad affinare l’aerodinamica, ad “eliminare” le parti superflue, ad esempio agli angoli della vettura. Alla fine, la Z29 motorizzata con il motore BMW M3 da 343 cv pesa 1.160 kg, scatta da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi e raggiunge una velocità massima di 270 km/h. Non è prevista, però, una produzione in serie: la Z29 dovrebbe rimanere un esemplare unico, anche se elementi, materiali e soluzioni del prototipo potranno ritrovarsi nel prossimo futuro in alcune vetture del gruppo.

(via: AutoBlog.it)

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BMW Z22 (2000)

Posted by Dr. Pianale su 15 Mag 2010

25 Anni di BMW (Forschung und) Technik GmbH:

BMW Z22 – un capolavoro di progettazione meccatronica.

Presentata al Salone di Francoforte 2000, la BMW Z22 Concept era la più leggera e più avanzate "macchina meccatronica" mai presentata al pubblico. Che cosa significa "meccatronica”? E’ l’unione di “meccanica” con l”elettronica”. Questa Concept car si concentrava sull’uso di materiali di costruzione leggera e l’applicazione delle più recenti nei sistemi di controllo elettronici per sterzo, acceleratore e frenata.

La BMW Z22 introduceva anche un nuovo concetto di centro di comando per il funzionamento di tutte le informazioni sulla guida integrata e tecnologie di assistenza. La Concept pesava meno di 1.100 kg e aveva uno spazio interno come quello di una Serie 5 Touring. Il 33% di risparmio di peso su un auto di dimensioni corrispondenti era reso possibile dall’uso della fibra di carbonio e da un particolare tipo di scocca più leggera e efficace.

La Z22 era dotata di una gamma di funzioni concepita come interfaccia tra il guidatore e il veicolo:

  • Impronte digitali al posto delle chiavi
  • Luci a controllo elettronico per luna migliore illuminazione delle curve
  • Telecamere che sostituivano gli specchi retrovisori, le tre immagini singole erano combinate per formare una foto panoramica su un display al posto dello specchio interno
  • Head Up Display – per proiettare tutte le informazioni importanti sul parabrezza della macchina
  • MMI – Man-machine Interface. (l’antenato dell’iDrive)
By Wire – La fine della meccanica

I sistemi di controllo elettronico della valvola a farfalla includono un regolatore elettronico (Valvetronic) e per la prima volta anche la frenata è controllata elettronicamente. Anche lo sterzo era a funzionamento elettronico per eliminare ogni connessione meccanica e anche fornire una maggiore sicurezza a causa della mancanza del piantone fisso dello sterzo.

Sterzo

Lo sterzo convenzionale meccanico è stata sostituito da un sistema elettro-meccanico che è regolabile, così da fornire una gamma più ampia di assistenza dove e quando richiesto, data la velocità del veicolo. Il nuovo sistema è anche in grado di tradurre gli input guidatore con maggiore velocità, migliorando l’agilità del veicolo.

Frenata

Oltre alla gamma completa dei sistemi di assistenza alla guida fornite da BMW come DSCIII, ASC + T, CBC (Cornering Brake Control), e gli ultimi sistemi ABS, la Z22 introduce la frenata elettrica. Anche se fornisce al guidatore lo stesso feeling al pedale il sistema è molto più efficace e velocità ed efficienza rispetto al circuito idraulico classico. Il sistema di frenatura calcola continuamente l’applicazione ottimale di pressione sui freni e distribuisce la migliore pressione del freno per ogni ruota. Le ganasce dei freni convenzionali sono sostituite da attuatori elettro-meccanici per premere le pastiglie contro i dischi.

Il freno di stazionamento è fornito da un freno supplementare integrato in questi attuatori ed è controllato da un pulsante elettronico separato. La Z22 utilizza anche una trasmissione CVT (Continuously Variable Transmission), che ha una serie di programmi che possono essere selezionati dal conducente in base ai diversi requisiti e condizioni.

Interno

L’interno della Z22 è quella che presenta la maggior parte delle novità del Design Center BMW Technik, tra cui: “Finger Print” per l’ingresso e identificazione della chiave di funzionamento da impronta digitale; l’utilizzo di telecamere al posto degli specchi la visione posteriore, offrendo un immagine panoramica, eliminando totalmente i punti ciechi; “heads up display” che fornisce tutte le informazioni sui driver primario proiettati sul parabrezza al punto focale ideale per il guidatore, un monitor centrale che visualizza tutte le funzioni del veicolo controllato da una volante multi funzione, e un elemento di controllo centrale conosciuta come la MMI (Man Machine Interface).

MMI – interfaccia uomo-macchina

La Z22 non ha un selettore per il cambio, è la leva del MMI che fornisce la selezione del programma per il CVT. Per avviare il motore, il conducente deve mettere il suo dito sul selettore che avvia lo starter.

La MMI, in combinazione con il monitor centrale, può quindi fungere da navigatore e controllore di tutte le altre funzioni del veicolo e in una serie di test, si è stabilito che l’uso della MMI era molto più facile e intuitivo rispetto a qualsiasi precedente sistemi.

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BMW Z21 Just 4/2 (1995)

Posted by Dr. Pianale su 15 Mag 2010

25 Anni di BMW (Forschung und) Technik GmbH:

BMW Z21 – Piacere di guidare Just 4/2

La BMW Just 4/2 Concept è stata presentata nel novembre 1995 al Salone di Tokyo. La Concept Just 4/2 è anche conosciuta come il codice Z21.  Il nome significa sostanzialmente che il veicolo è una moto 2 posti su 4 ruote, quindi non c’è tetto e le ruote sono scoperte.

Posteriormente è montato il quattro cilindri 199cv della moto BMW K1100. Grazie al peso contenuto in circa 700kg è possibile coprire lo 0/100 in 6 secondi

Particolarmente curata la sicurezza passiva con gli airbag laterali e frontali per i due passeggeri.

Il terzo volume, sopra il motore, può essere asportato come fosse una valigia

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BMW Z18 (1995)

Posted by Dr. Pianale su 15 Mag 2010

25 Anni di BMW (Forschung und) Technik GmbH:

Z18 – La prima roadster fuoristrada

La Z18 è il risultato della combinazione della maneggevolezza di una piccola vettura sportiva roadster con versatilità di un SUV. Telaio metallico con carrozzerie in materiali plastici e motore V8 4.4 355cv con trazione integrale

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BMW Z13

Posted by Dr. Pianale su 15 Mag 2010

(Storia delle Piccole BMW)

BMW Z13

(1993)

25 Anni di BMW (Forschung und) Technik GmbH:

BMW Z13 – Una Concept che rompe gli schemi convenzionali 

La regina del salone di Ginevra de 1993 fu sicuramente la concept car BMW Z13, in quell’occasione presentata in prima assoluta.
Questo prototipo, dalle linee quanto mai affascinanti ed ancora attuali, presentava una meccanica ed un impostazione veramente rivoluzionaria. I posti erano tre con il sedile del guidatore piazzato nel mezzo, avanzato rispetto a quello dei passeggeri (disposizione adottata anche in casa Fiat per la sua show-car Downtown anche lei presente a Ginevra nel ‘93). Le dimensioni erano quelle di un auto cittadina con una lunghezza di 344 cm, una larghezza di 164 e con un altezza di 132 cm. Il peso a vuoto era stimato in 850 kg.
Il design era caratterizzato nell’anteriore dal classico scudetto BMW (vagamente Bangle-style) abbinato a fari circolari gemellati e nel posteriore dall’ampio paraurti che avvolge tutto il retrotreno. Il parabrezza si allungava con forma di V sino sul tetto, questo per dare maggior luminosità all’ abitacolo.
Il profilo, quasi da monovolume, è incattivito dalle prese d’aria poste davanti ai passaruota posteriori e dai cerchi dalle dimensioni generose (16”).
Il propulsore era un 1,1 litri 16 valvole di derivazione motociclistica montato trasversalmente in posizione centrale posteriore abbinato ad un cambio automatico a variazione continua. Grazie a questo motore la Z13 poteva raggiungere i 100 Km/h con partenza da fermo in 10” e la velocità massima di 180 Km/h. Questo con il propulsore in configurazione standard (1100 cc e 82 cv), mentre era previsto uno step successivo a 1400cc e circa 100 cv.
La dotazione per l’epoca era fantascientifica con airbag, condizionatore, navigatore, telefono Cellulare con vivavoce e telefax sviluppati in collaborazione con Motorola.

( http://www.omniauto.it/magazine/155/a-ginevra-dieci-anni-fa-bmw-z13 )

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BMW E1

Posted by Dr. Pianale su 15 Mag 2010

(Storia delle Piccole BMW)

BMW E1 e E2 (1991-1993)

http://de.wikipedia.org/wiki/BMW_E1

25 Anni di BMW (Forschung und) Technik GmbH:

BMW E1 – La prima nel campo dei veicoli elettrici

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Incoraggiata dai risultati positivi ottenuti con la nuova batteria a NaS, la BMW Technik GmbH fu incaricata di sviluppare da zero un veicolo elettrico, con l’obiettivo di studiare i vantaggi e gli svantaggi della propulsione elettrica nell’utilizzo pratico. Le specifiche target comprendevano una prestazione idonea per la guida quotidiana, un’autonomia ragionevole, abbastanza spazio per quattro adulti più baggaglio, nonché un alto livello di sicurezza pur con il mantenimento dei pesi al minimo. Dopo appena dieci mesi di sviluppo, il risultato fu presentato per la prima volta al pubblico in occasione del Motor Show di Francoforte 1991: la BMW E1, una citycar dalle dimensioni esterne compatte (3.460 mm x 1.648 mm x 1.500 mm), un passo di 2.325 mm ed un interno versatile. Ancora oggi, dopo 20 anni, molte delle sue soluzioni tecniche appaiono sofisticate.

La carrozzeria, per esempio, era progettata sistematicamente per mantenere basso il peso e presentava una scocca ad alta resistenza realizzata in sezioni di alluminio estruso con una pannellatura esterna costituita principalmente di plastica riciclabile. L’alluminio era usato principalmente per le coperture sia del vano motore che del bagagliaio. Con il peso di 200 chilogrammi, la batteria ad alta potenza era assicurata in un telaio di sicurezza posto sotto i sedili posteriori, mentre il motore elettrico sviluppato in azienda era integrato nell’assale posteriore insieme alla trasmissione. Un nuovo concetto per l’elettronica che presentava due moduli principali assicurava un controllo intelligente di tutte le componenti elettriche, il cui calore di dissipazione veniva ulteriormente utilizzato per il riscaldamento degli interni. Le batterie erano pienamente ricaricabili in soltanto sei ore nel caso si utilizzasse una presa di corrente standard ed in sole due ora quando collegate ad una stazione di ricarica speciale. Inoltre, con un’autonomia che arrivava anche a 160 chilometri nella guida cittadina, la BMW E1 era in grado di essere utilizzata anche nelle zone limitrofe delle grandi aree metropolitane.

Una seconda e più avanzata versione della BMW E1 fu presentata al Motor Show di Francoforte 1993. Era equipaggiata con un nuovo accumulatore di energia basato su cloruro di sodio-nickel (NaNiCl2). La batteria “ZEBRA”, come veniva chiamata, rappresentava un ulteriore importante passo in avanti, in quanto aiutava a migliorare non soltanto la durata dell’accumulatore ma anche l’autonomia e le prestazioni. Il sistema di propulsione della BMW E1 era progettato in modo che l’energia generata durante la decelerazione del veicolo veniva automaticamente rinviata alla batteria. Un anno prima, la BMW aveva già presentato la E2 al Salone automobilistico di Los Angeles. Le dimensioni e la potenza di questo modello, derivato dalla prima generazione BMW E1, erano state adattate appositamente per il mercato statunitense.

BMW E1, 1a/2a generazione (1991-1993): Specifiche

 

Motore

Motore a corrente alternata con campo rotante permanentemente eccitato

Potenza continua

32 kW

Accumulo di energia

Batteria a sodio-zolfo ad alta potenza / batteria a cloruro di sodio-nickel ad alta potenza

Capacità

19,2 kWh / 19 kWh

Peso

200 kg

Prestazioni (circa)

 

Velocità massima

120 km/h / 125 km/h

Accelerazione 0-50 km/h

6 sec. / 5,6 sec.

Autonomia nel traffico urbano

150 km

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BMW Z1 Coupé (1988)

Posted by Dr. Pianale su 15 Mag 2010

25 Anni di BMW (Forschung und) Technik GmbH:

BMW Z1 Coupé – La base per il concetto di pianale.

Prototipo realizzato sulla base della Z1 Roadster

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BMW Z1 (1986)

Posted by Dr. Pianale su 15 Mag 2010

25 Anni di BMW (Forschung und) Technik GmbH:

BMW Z1 – Il primo progetto diventa una leggenda immediata.

Storia

La prima presentazione alla stampa della Z1 avvenne nel 1986 mentre la presentazione ufficiale avvenne al salone dell’automobile di Francoforte del 1987. La maggior parte degli esemplari prodotti venne venduta sul territorio tedesco con l’Italia come primo paese di esportazione. Dopo l’arresto della produzione nel 1991 la BMW non ebbe più alcun modello specifico di spyder in catalogo fino alla presentazione della Z3avvenuta nel 1995.

La BMW Z1 fu disegnata in un periodo di oltre tre anni nel settore BMW Technik GmbH. Lo sviluppo della vettura è globalmente attribuito al Dr. Ulrich Bez e ai suoi collaboratori (Alexander Pregl, Rudolf Müller, Lutz Janssen, Wolf-Henryk Menke, Dieter Schaffner, Klaus Faust, Sabine Zemelka e Stephan Stark). La direzione del progetto fu però affidata al Dr. Klaus Faust quando Bez, nell’ottobre 1988, lasciò la BMW per trasferirsi alla Porsche.

La Z1 è oltretutto la prima della serie Z (iniziale della parola Zukunft, che in tedesco significa futuro) della BMW, serie caratterizzata da stile e prestazioni sportive e da un’impostazione di roadster esclusivamente a due posti, a cui appartengono anche la Z3, la Z4 e la Z8.

Caratteristiche

Lo studio aerodinamico fu molto approfondito con il risultato che l’auto presentava un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,36 cx a tetto chiuso e di 0,43 cx a tetto aperto. Sempre per ottenere leggerezza, alte prestazioni e innovazione molte parti della vettura sono state realizzate in materiali plastici particolari e sono stati progettati per essere sostituiti con molta celerità. Infine, oltre al particolare meccanismo di ritrazione delle portiere, la BMW Z1 è stata una delle prime automobili ad aver utilizzato tecnologie e innovazioni come i fari lenticolari e i roll-bar integrati con il design della vettura.
Ma la grande particolarità di questa automobile è la futuristica ritrazione degli sportelli laterali verso il basso, i quali, tramite motori elettrici, scendono verticalmente scomparendo nella carrozzeria. L’operazione è ulteriormente perfezionata con la ritrazione automatica dei cristalli all’interno delle portiere stesse.

Motorizzazione

L’unico motore disponibile è un sei cilindri in linea, 12 valvole, da 2.5 l (2.494 cc) capace di erogare 170 cv (127 kW) a 5.800 rpm. È direttamente derivato da quello utilizzato sulla 325i, come del resto lo è il cambio.

Le prestazioni dichiarate per il modello erano di una velocità massima di 225 km/h e una accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi.

Versione speciale Alpina (RLE)

Degli 8000 esemplari realizzati, 66 sono stati allestiti da Alpina e denominati Z1 RLE (Roadster Limited Edition).
Ognuno di questi esemplari presenta una targhetta identificativa del numero di esemplare ed un motore con cubatura portata a 2.7 l e 204 cv, e velocità massima incrementata a 228 km/h.
Oltre alla targhetta identificativa, le Z1 alpina variavano per lo scarico sdoppiato, volante e pomello specifici e i tipici adesivi Alpina in color oro sulle fiancate.

(fonte: Wikipedia)

 

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