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Presentazione e prova Toyota Prius IV

Posted by Dr. Pianale su 19 marzo 2016

Presentazione e prova Toyota Prius IV

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Ho avuto modo di provare brevemente la nuova Prius IV basata sul nuovo pianale TNGA che sarà in comune su tutti i modelli futuri del segmento medio di Toyota e Lexus.

Sull’estetica è difficile dare un giudizio in quanto è sicuramente pensata non per un gusto europeo (ed è fortemente ispirata, per ovvi motivi di “brand futuristico” alla Toyota Mirai Fuel Cell che è ancora più estrema), ma il problema è assolutamente relativo. in Alcuni colori migliora e avrà una gamma completa di “sorelle” più normali per i nostri gusti: dalla prossima Auris, passando per il B-SUV C-HR e la versione Premium Lexus CT II, ecc., ecc.

Internamente è spaziosa e molto luminosa, le finiture sono come al solito concrete più che appaganti e la sensazione che si vuole dare è più di “futuro” che di “lusso”.

Su strada, il punto debole delle vecchie generazioni, l”effetto scooter” del cambio eCVT è effettivamente diminuito (Toyota aveva riconosciuto che si poteva migliorare e l’ha fatto!). Soprattutto in Sport la Prius non ha più quella fastidiosa (per me) sensazione di essere totalmente slegata fra giri motori (alti) ed effettiva accelerazione (bassa). Sarebbe tutto quasi perfetto, se non fosse che il cambio più preciso (ovviamente sempre nulla a che vedere con i Doppia Frizione di altre ibride che danno ben altro piacere di guida) mette in risalto un altro problema. La Prius III aveva 136cv complessivi, la Prius IV 112cv. La perdita di 24cv complessivi non ha particolari ripercussioni sulle prestazioni (segno che evidentemente la vecchia taratura del eCVT “dispersivo” era deleterio sui tempi di accelerazione) che rimangono simili con uno 0/100 rilevato in 11,5 secondi.

La Prius non è un auto che si prende per le prestazioni e per gli spari al semaforo però le concorrenti con medesima potenza “rosicchiano” almeno un secondo alla Toyota. E, per assurdo, la minore sensazione di slittamento e la minore rumorosità parassita, da un ulteriore sensazione di “bradiposità” nel movimento dell’auto. Ed è un peccato, perché la piattaforma TNGA è veramente ben fatta, la macchina è precisa e con uno sterzo decisamente piacevole che invoglierebbe andare perlomeno quanto le concorrenti del segmento da 30.000 euro riescono a fare (se poi sono turbo benzina o turbo diesel meglio stendere un velo pietoso su Toyota).

In macchina eravamo in due, sinceramente ho l’impressione che a pieno carico e/o non in piano, per effettuare un sorpasso in sicurezza sia necessario usare spesso la modalità Sport (e i consumi?) o rinunciare qualcosa in termini di sicurezza attiva rispetto alle concorrenti.

Insomma, non è bocciata, rimandata a settembre…. le potenzialità ci sono, ma è un curioso ibrido (appunto) fra una macchina da hypermiler e qualcosa che da piacere di guidare (e questo viene frustrato da una vistosa sottomotorizzazione). Vedremo se e come Toyota colmerà questa lacuna con dei modelli ibridi, sul medesimo pianale, più performanti. Che potrebbero essere la quadratura del cerchio.

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