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Torino – Museo Nazionale della Automobile “AVV. GIOVANNI AGNELLI”

Posted by Dr. Pianale su 2 aprile 2013

Torino – Museo Nazionale della Automobile “AVV. GIOVANNI AGNELLI”

https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_dell%27automobile_di_Torino

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TORINO – 2/04/2013

Ingresso

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 AUTOMOBILE E IL 900 – Secondo Piano

E’ il piano da dove inizia la visita. 21 sale, su 3.600 metri quadri, raccontano come l’automobile è nata, si è sviluppata e diffusa, di pari passo con l’avanzare del secolo XX.  Il percorso è circolare, e conduce il visitatore dalla Biblioteca di  “Genesi”, la prima sala, dove si accenna all’origine della locomozione e si tributa un omaggio ai tanti ingegnosi precursori del moto meccanico, fino alla sala “Destino”, l’ultima di questo piano, che invece prova a farci immaginare in quale mondo ci troveremo a vivere domani. In mezzo, altre diciannove sale raccontano il Novecento dal futurismo alla prima guerra mondiale, dall’avvento delle vetture utilitarie alla scuola carrozziera italiana, dalla scoperta dell’aerodinamica all’emancipazione femminile, dalle corse alla produzione in serie, dalla caduta del Muro alle suggestioni pubblicitarie americane, dal consumismo all’ecologia. Una narrazione articolata che ha come filo conduttore far capire quanto l’automobile ha influenzato, condizionato, favorito gli eventi storici, economici, artistici e sociali più peculiari del secolo scorso.

GENESI

Un omaggio ai tanti precursori che nel corso degli ultimi cinque secoli hanno cercato un modo di muoversi e trasportare cose e persone svincolato dalla forza fisica animale. Sugli scaffali della grande biblioteca di Genesi sono presentate alcune delle molteplici intuizioni che hanno preceduto e in alcuni casi reso possibile l’avvento dell’automobile (ossia, oggetto in grado di muoversi da sé) vera e propria, che farà la sua comparsa alla fine dell’Ottocento.

Carro semovente immaginato da Leonardo da Vinci nel 1478.

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PECORI TRICICLO A VAPORE (Italia 1891)

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Carro di Cugnot (Francia 1769)

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I CAVALLI DIVENTANO FANTASMI

E’ il vapore il grande protagonista della rivoluzione industriale dell’Ottocento, ed è grazie al motore a vapore che le carrozze del Sette e Ottocento, che avevano assicurato una notevole rete di comunicazioni tra le più importanti città europee e all’interno degli stati stessi, gradualmente si affrancano dai cavalli, pur mantenendo inalterato il loro aspetto. Ma tutto sta per cambiare profondamente.

Carrozza di Bordino (Italia 1854)

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Bernardi 3,5 HP (Italia1896)

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Benz Victoria (Germania 1893)

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Peugeot Tipo 3 (Francia 1892)

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A TUTTA VELOCITA’

Jamais Contente (1899)

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IL GRANDE GARAGE DEL FUTURO

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Siamo in un grande garage-officina d’inizio Novecento, forse a Torino, forse in Germania, Francia, Inghilterra. Operai di alto livello, artigiani finissimi, progettisti geniali, meccanici, piloti, collaudatori, imprenditori lavorano fianco a fianco sull’oggetto che incarna il futuro, il progresso, la novità: l’automobile. Al fondo della sala un laboratorio, “l’officina del mago”: disegni, progetti, attrezzi, pezzi vari, tavole.

Renault 3,5 HP (Francia 1899)

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Benz 8 HPBreak (Germania 1899)

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Fiat 4 HP (Italia 1899)

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De Dion & Bouton 8 HP (Francia 1903)

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Darracq 9,5 HP (Francia  1902)

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Oldsmobile Curved Dash (Stati Uniti 1904)

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Fiat 8 HP (Italia 1901)

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Ceirano 5 HP (Italia 1901)

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Panhard Levassor B1 (Francia 1899)

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Fiat 12/16 HP (Italia 1902),

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Florentia 10 HP (Italia 1903)

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Fiat 12/16 HP (Italia 1902)

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FERVORE MECCANICO DEL NOVECENTO

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La grande immagine colorata che fa da fondale richiama le opere del Futurismo, rivoluzionario movimento artistico-culturale nato in Italia all’inizio del Novecento. Simboli di questo movimento, proteso verso il futuro, il progresso, la modernità, sono l’automobile, l’aeroplano, la motocicletta, l’ebbrezza della velocità (“un’automobile in corsa è più bella della Vittoria di Samotracia”), il gusto del rischio e dell’azzardo. E’ uno dei rari momenti di connubio tra arte e industria.

Brixia Zust 10 HP (Italia 1908),

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Legnano A  6/8 HP (Italia 1908)

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Stae elettrica (Italia 1909)

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De Dion & Bouton BG (Francia 1907)

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Fiat Zero (Italia 1912)

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FINO AL CENTRO DEL MONDO

L’automobile diventa il mezzo con cui misurarsi con l’impossibile; nel 1907 viene lanciata l’idea di un raid che attraversi l’Asia e l’Europa, da Pechino a Parigi, in terre dove non c’erano strade né possibilità di rifornimenti. Moderna Marco Polo, si afferma su tutte le vetture partecipanti l’italiana Itala, che in 60 giorni effettivi di viaggio compie l’incredibile tragitto. Per l’industria automobilistica italiana è il trionfo.

Itala 35/45 HP “Pechino-Parigi” (Italia 1907)

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IL LUSSO DELL’AUTO

L’automobile, così bella, così desiderabile, è in questi anni un oggetto costosissimo, di grande lusso, che pochissime persone, oltre ad aristocratici e regnanti, possono permettersi. Costa molto comprarla e costa molto mantenerla. Sono dei veri salotti viaggianti: in alcune non manca il vasetto portafiori. E molto sfarzose sono le “vetrine” delle auto, ossia i primi Saloni Automobilistici, organizzati a Parigi, a Londra, a Torino, a Milano e nelle più importanti città europee.

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Itala 35/45 HP “Palombella” (Italia 1909)

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Delage AB-8 (Francia 1913)

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Isotta Fraschini AN 20-30 HP (Italia 1909),

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LA GUERRA SCOMBINA LE CARTE

La prima guerra mondiale provoca una battuta d’arresto nella produzione automobilistica civile, ma al contempo una grande accelerazione nel diffondersi del motore a scoppio. Nascono le truppe motorizzate; nelle prove di forza tra stati entra in campo anche la tecnologia. I trionfanti e squillanti colori futuristi di appena qualche anno prima si stemperano in un cupo bianco/nero, a significare la morte e la distruzione che ogni guerra porta con sé.

Fiat 4 (Italia 1911)

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Renault AG- Fiacre Paris (Francia 1910)

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I FOLLI ANNI VENTI E TRENTA

La guerra è alle spalle, e la vita non è mai stata così bella per chi ha la fortuna di appartenere all’ “alta società”. Si diffonde il gusto della modernità, si balla al ritmo del charleston, il jazz diventa di moda, lo stile artistico Art Nouveau evolve nell’Art Déco, le gonne delle signore si accorciano, figure femminili si affermano nei campi più disparati e più tradizionalmente riservati agli uomini, come l’aviazione e l’automobilismo. Sono i folli anni venti e i ruggenti anni trenta del Novecento.

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Rolls Royce 40-50 HP (Gran Bretagna 1914)

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Isotta Fraschini 8A (Italia 1929)

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Isotta Fraschini 8 (Italia 1920)

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Spa 23 S (Italia 1922)

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Diatto 30 (Italia 1925)

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Citroen C3-5CV (Francia 1922)

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AERODINAMICA

Per la prima volta nella progettazione delle automobili prodotte in grande serie viene presa in considerazione una scienza fino a quel momento appannaggio dell’aeronautica: l’aerodinamica, lo studio del comportamento dell’aria quando è penetrata da corpi in movimento. Grazie a questa scienza si migliorano le prestazioni e la tenuta di strada e si rivoluziona la linea, come dimostrano i tanti modellini che quasi “volano”nel cielo della città progettata dall’ingegnere aeronautico Gabriel Voisin.

Lancia Aprilia (Italia 1948)

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TUTTO CAMBIA

Il mondo dorato del jet-set, della grande aristocrazia imprenditoriale europea, delle crociere di lusso e dei sontuosi banchetti, sta per essere travolto da una serie di eventi che sconvolgeranno tutta la società, dalla pesantissima crisi economica innescata dal crollo della Borsa americana nell’ottobre del 1929 al secondo conflitto mondiale, di dieci anni più tardi. Nuovi soggetti si affacciano sulla scena politica, nuove vetture trovano mercato, in un mondo dove il vecchio e il nuovo coesistono tumultuosamente.

Mercedes Benz 500 K (Germania 1936)

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Fiat 508 “Balilla” (Italia 1932)

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Austin Seven (Gran Bretagna 1932)

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Packard Super-Eight 1501 (Stati Uniti 1937)

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Citroen 11 CV “Traction Avant” (Francia 1934)

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Fiat 500 (Italia 1936)

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Ford Jeep (Stati Uniti 1941).

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LA RIVOLUZIONE ITALIANA

Parte dalla creatività e dalla capacità di progettazione la ricostruzione italiana. Nonostante gli immani problemi lasciatici dalla seconda guerra mondiale, l’Italia automobilistica ritrova la sua strada grazie ad industriali, ingegneri, progettisti e meccanici che ricominciano quasi da zero. L’arte carrozziera italiana conosce uno dei suoi periodi più fertili, tanto da diventare “scuola” e dettare legge al design automobilistico mondiale, come dimostrano le due vetture esposte.

Cisitalia 202 (Italia 1948)

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Fiat Turbina (Italia 1954)

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LA RIVOLUZIONE FRANCESE

Alla Triennale di Milano del 1957, vetrina del design mondiale, una sorta di modulo spaziale sospeso per aria attende i visitatori. E’ la rivoluzionaria Citroen DS (Déesse) presentata al Salone di Parigi di due anni prima e da allora alla ribalta della costruzione automobilistica per le sue straordinarie caratteristiche, che la rendono diversa da tutte le altre auto in produzione e con cui sembra anticipare i tempi di almeno dieci anni.

Citroen DS 19 (Francia 1955)

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GLI ANNI DELLA RIPRESA

Comincia a diffondersi in Italia un primo timido benessere. La Fiat 600, qui nella versione Multipla, la prima monovolume in grande serie del mondo, permette una mobilità a strati della popolazione che finora ne erano stati esclusi: è la Ford T italiana, quarant’anni dopo. Nascono i primi “esodi d’agosto”, migrazioni di massa verso le spiagge nelle settimane del solleone. Sono anche gli anni della Giulietta Sprint, una vettura certo non di massa, simbolo della bella linea italiana.

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Fiat Multipla (Italia 1955)

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Alfa Romeo Giulietta Sprint (Italia 1954)

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DAVIDE E GOLIA

Stile americano contro stile europeo, ossia vetture di linea barocca e sovraccarica, dai consumi altissimi e necessità di parcheggi sconfinati, contro vetturette studiate per costare poco, consumare meno, servire tanto, e permettere alle popolazioni stremate da cinque anni di guerra di ricominciare a vivere. Non vi può essere contrasto più stridente tra la progettazione americana e quella europea alla fine degli anni cinquanta, come le vetture esposte dimostrano tangibilmente.

Cadillac 62 (Stati Uniti, 1947)

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ARRIVA LA FELICITA’

E’ la felicità del consumo: due vetrine, ispirate a quelle della celebre catena di Grandi Magazzini “La Rinascente”, ripropongono gli oggetti che negli anni del “boom economico” (1958-1963) diventano finalmente alla portata di molti se non di tutti. Arrivano i primi elettrodomestici, come le lavatrici e i frigoriferi, si diffonde la televisione, la pubblicità diventa parte integrante delle nostre giornate, spopola la polaroid…stiamo diventando moderni.

Fiat 1900 B Gran Luce (Italia 1958)

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Fiat 600 (Italia 1955)

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Fiat 500 (Italia 1962)

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Morris Mini (Gran Bretagna 1969)

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Jaguar E 4.2 (Gran Bretagna 1969)

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I GIOVANI ALLA CONQUISTA DEL MONDO

Forse non il mondo, ma una diversa consapevolezza di sé sicuramente i giovani la conquistano. Il mondo giovanile diventa mondo a parte, lontano anni luce da quello degli adulti, con propri riti, utopie, sogni, aspirazioni, linguaggi. E automobili: la 2 CV Citroen e il pulmino Volkswagen diventano universalmente simbolo di libertà e spregiudicatezza, di avventura e anticonformismo. Sono gli anni dei figli dei fiori, di chi cantava con i Giganti “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”.

Citroen 2 CV (1948)

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Volkswagen Transporter Bulli (Germania, 1949)

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NUOVE TENDENZE IN EUROPA E NEL MONDO

La crisi petrolifera d’inizio anni settanta, che in Italia viene affrontata con le “domeniche a piedi” ma senza una seria e responsabile politica energetica, si abbatte su un mondo che fino a quel momento aveva vissuto come se il petrolio fosse inesauribile. Dunque se da una parte scintillano ancora le straordinarie vetture italiane d’alta classe, dall’altra la penuria di carburanti manda in crisi interi settori, come la grande distribuzione, l’indotto automobilistico, il turismo, lo spettacolo.

Iso Rivolta Lele F (Italia 1972)

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Ferrari 308 GTB Carburatori (Italia 1980)

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NSU Ro 80 (Germania 1966).

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GOOD BYE LENIN

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Siamo al Check Point Charlie, il famoso posto di blocco per il passaggio da Berlino Est a Berlino Ovest, negli anni del Muro, che separava il libero e democratico mondo occidentale dai regimi totalitari di stampo sovietico. Dunque da una parte vetturette come Trabant e Syrena, due piccole utilitarie dell’Est dal design antiquato, e dall’altra uno dei gioielli del capitalismo occidentale, una Ferrari rossa. La caduta del Muro, il 9 novembre 1989, riunifica finalmente la capitale tedesca.

Trabant 601(Germania 1987)

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Syrena L 105 (Polonia 1973)

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Ferrari 365 GT4 (Italia 1973)

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DESTINO

Siamo di fronte ad un bivio: da una parte un mondo scuro, grigio e sporco, quello del petrolio, del traffico, dell’inquinamento, della rovina e degrado ambientali; dall’altra un mondo chiaro e luminoso, dove l’energia proviene da fonti rinnovabili e il nostro stile di vita non è incompatibile con la tutela dell’ambiente. Sta a noi decidere se proseguire sulla strada percorsa finora, fino al disastro totale, o modificare gradualmente le nostre abitudini e i nostri consumi.DSCF2390_stitch

Phoenix II  elettrosolare (Italia 1987)

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Fiat Ecobasic (Italia 2000)

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Fiat Downtown (Italia 1993)

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AUTOMOBILE E L’UOMO – Primo Piano

Il piano è suddiviso in otto sale per 3800 metri quadri di esposizione. A fare da guida è il desiderio di approfondire singoli aspetti del rapporto che il mondo odierno, cioè noi tutti, abbiamo con l’automobile, e anche capire meglio da cosa è costituita veramente un’automobile, e come viene costruita La sala “Autorino” rievoca ciò che l’automobile, in termini di industrie, lavoro, progresso, ha significato per gran parte del secolo scorso per la città di Torino. Mentre Sinfonia Meccanica ci introduce a scoprire cosa c’è sotto il vestito di un’auto, la sua “anima”: motore, telaio, ruote, i tanti pezzi di un’unica orchestra. Ma come viene costruita un’auto? Metamorfosi ce lo mostra dal di dentro, facendoci entrare all’interno di quel complesso sistema di produzione industriale basato sulla linea di montaggio. Dal come produrre un’auto a come venderla, ed ecco Pubblicità, gli inizi ingenui del primo novecento fino alle sofisticate tecniche persuasive di oggi. Ma l’auto può anche portare alla Follia se il suo pensiero diventa dominante, ossessivo, morboso…e se non proprio alla follia, ad una mobilità individuale diventata di massa che ha divorato se stessa, tramutandosi paradossalmente in un ostacolo alla libera circolazione, come ci racconta “Giungla”. Per arrivare all’emozionante mondo delle corse, della velocità pura, della sfida in circuito (Formula) a cui seguono le 20 vetrine di Automobilissimo. E in ultimo l’inizio della sezione Design, il cui sviluppo finale è al piano terra.

AUTORINO

Torino città dell’auto: una frase fatta che per molti significa soltanto che a Torino è nata la Fiat, ma che in realtà adombra una situazione ben più complessa e variegata: oltre 70 le aziende automobilistiche nate a Torino nel Novecento, oltre 80 i carrozzieri, e a tutt’oggi Torino è sede di poli di eccellenza nel campo della progettazione e del design. Una carta topografica impressa sul pavimento permette di ricostruire questo straordinario ruolo di “capitale” dell’auto.

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Fiat 500 (Italia 1968)

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Temperino 8/10 HP (Italia 1920)

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Storero A 25/35 HP (Italia 1914)

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Scat-Ceirano 150 S (Italia 1926)

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Fiat 509 A (Italia 1929)

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FOD 18 HP (Italia 1926)

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SINFONIA MECCANICA

Non è detto che l’arte sia appannaggio esclusivo della pittura, della scultura o della musica: vi sono espressioni di eccellenza meccanica che sono anch’esse arte, in quanto prodotto dell’inventiva e della creatività umana, forme di bellezza manifatturiera, di armonia progettuale. Come in una grande sinfonia sono raccolti in questa sala i componenti nascosti dell’automobile, i motori, i telai e le ruote, che ne costituiscono l’essenza interiore, contrapposta alla carrozzeria, l’abito esteriore.

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Lancia Lambda telaio (Italia 1924)

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Alfa Romeo telaio 6C 1500 Mille Miglia Speciale (Italia 1928)

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Fiat telaio 1500 (Italia 1935)

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27 motori, 14 ruote e 7 copertoni.

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METAMORFOSI

L’uomo si trasforma in robot o il robot assume sembianze umane? La produzione industriale in serie, sperimentata per la prima volta in America nelle officine Ford per la costruzione della T (15 milioni di auto in 19 anni), è il “motore” del Novecento, è il processo che permette la fabbricazione e diffusione di milioni di oggetti tutti uguali in tutto il mondo a prezzi sempre più accessibili. La nostra frenetica vita di consumatori ha origine  il giorno in cui fu costruita la prima Ford T.

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Autobianchi Primula (Italia 1967)

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Fiat 850S (Italia 1969)

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Volkswagen Tipo 1 (Germania 1952)

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Autobianchi Bianchina (Italia 1959)

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Ford T (Stati Uniti 1916)

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Lloyd Alexander TS (Germania 1958)

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GIUNGLA

La giungla è quella dei segnali stradali, in tutte le lingue e fogge, che accoglie il visitatore, a simboleggiare gli infiniti divieti e prescrizioni cui occorre attenersi nella guida. Chi guida ha nelle sue mani la propria vita e quella degli altri. Ma ce ne dimentichiamo troppo spesso, distratti come siamo, incalzati dalla fretta, affascinati dalla velocità. Per non parlare di chi si comporta in strada come in pista, a dispetto di polizia, commissariati, sanzioni, gabbie…

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Lancia Delta Integrale (Italia 1991) e Fiat 500 Sporting Kit (Italia 1995)

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FORMULA

La velocità è uno dei grandi miti contemporanei, ed è un sollievo osservarne la consacrazione dopo le restrizioni e i vincoli della precedente sezione. In una sorta di cavalcata onirica ed entusiasmante, tutte le auto da corsa della collezione, di tutte le epoche, si ritrovano qui a correre insieme verso il traguardo, sotto gli occhi del visitatore. Dall’altra parte della pista, i box  dove ci si può mescolare a piloti e meccanici.

 

Ferrari 500 F2 (Italia 1952), Ferrari 156 F1 (Italia 1963), Ferrari 312 T5 (Italia 1980), Ferrari  246 F1 (Italia 1960), Mercedes Benz RW196 (Germania 1954), Lancia D50 (Italia 1955), Nibbio 2 (Italia 1955), Dragster (Stati Uniti 1965), Lancia D24 (Italia 1953), Ferrari F40 (Italia 1987); Ferrari F1 di ultima generazione (prestito).

 

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Fiat F2 130 HP (Italia 1907)

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Fiat S 57/14 B (Italia 1914)

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Aquila Italiana 25/30 HP (Italia 1912)

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Alfa Romeo P2 (Italia 1930)

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Tarf (Italia 1948)

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Lancia D24 (Italia 1953)

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Nibbio 2 (Italia 1955)

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Dragster (Stati Uniti 1965)

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Alfa Romeo 33 TT 12 (Italia 1975)

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Alfa Romeo  179B (Italia 1981)

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Ferrari 288 GTO (1984)

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Alfa Romeo 155 V6T1 (Italia 1996)

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Ferrari F1 di ultima generazione (prestito)

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AUTOMOBILISSIMO

20 vetrine che registrano altrettanti primati: l’automobile più popolare, più lunga, più veloce, più piccola, più bassa, più visionaria, più polivalente, più economica, più funeraria, più aristocratica, più papale, più lenta, più vecchio stile, più mimetica, più diplomatica, più bond, più conveniente, più cara, più criminale, più di tutto… Ed infine, l’automobile più bella della collezione in una speciale classifica stilata dai visitatori.

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DESIGN

La parola design, termine inglese, significa “disegno industriale”, “progetto”, ed indica quell’attività progettuale che non è solo la definizione delle caratteristiche esteriori di un oggetto ma sviluppa tutte quelle relazioni funzionali, strutturali ed estetiche che identificano un prodotto di tipo industriale. Davanti a noi alcuni straordinari esempi della scuola italiana di carrozzieri e designers rimasta praticamente ineguagliata a livello mondiale, capace di adattare la propria creatività e progettualità alle esigenze della grande industria.

Alfa Romeo RL SS (Italia 1926)

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Itala 25/35 HP (Italia 1912)

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AUTOMOBILE E DESIGN – Piano Terra

Ultimo piano di visita, interamente dedicato al design, ossia alla progettazione di un’auto, al percorso creativo che precede, e da cui dipende,  la realizzazione di un’automobile. 1200 metri quadri, ed un’unica grande sala, ci raccontano come i grandi designers odierni interpretano i temi della mobilità individuale, della sicurezza, della velocità, del comfort, dello stile. L’automobile è contemporaneamente tappeto volante, magico dispositivo che ci permette di spostarci ad onta dei limiti della nostra fisicità, e casa-tana mobile, grazie ad abitacoli che sempre più e sempre meglio ci accolgono, in una sorta di replica  viaggiante del salotto di casa. Raggiungere certi obiettivi è lungo, faticoso, impegnativo, e mette in gioco tutte le capacità e le risorse del progettista. Ascoltare come hanno fatto, fanno  tuttora e faranno in futuro alcuni dei più grandi progettisti del mondo è un piacere che non possiamo perdere.

MORPHING

Un tratto comune. Il design identifica un’epoca perché è l’espressione della cultura di quell’epoca. Le linee di queste vetture sono volutamente diverse, ognuna peculiare al suo marchio e alla sua origine. Tutte però hanno in comune il carattere del loro tempo. Ecco il significato del “morphing” (termine inglese che riprende il greco morphé, forma) a cui sono sottoposte le linee di queste splendide vetture, icone di trent’anni di design: testimonianza di una continuità espressiva formale che si traduce nella sovrapponibilità delle forme, senza annullarne la diversità, l’originalità e l’unicità.

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Cisitalia 202 SMM spider Nuvolari (Italia 1947)

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Alfa Romeo Disco Volante (Italia 1952)

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Abarth 2400 coupé Allemano (Italia 1964)

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Alfa Romeo 2600 touring spider (Italia 1965)

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Maserati Mexico (Italia 1968)

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Ferrari 208 GTB turbo (1982)

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Lancia Flaminia presidenziale (Italia 1961)

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DESIGNERS

Come e quando nasce oggi il lavoro del designer, che in pochi decenni si è evoluto tecnologicamente in maniera straordinaria? La capacità progettuale, di cui Torino, il Piemonte e l’Italia sono ancora oggi scuola d’avanguardia, trae ispirazione da quali forme? da quali sollecitazioni? Incontriamo i grandi designers del nostro tempo, che ognuno a suo modo ci racconta la propria esperienza. Ascoltiamo le voci di Chris Bangle,  Aldo Brovarone, Walter De Silva, Leonardo Fioravanti, Marcello Gandini, Fabrizio Giugiaro, Giorgetto Giugiaro, Flavio Manzoni, Paolo Pininfarina, Mike Robinson, Tom Tjaarda, Andrea Zagato.

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IL DESIGN COME RAPSODIA

Tra disegnare auto e comporre musica potrebbe esserci una distanza infinita. Ma lo spunto creativo è sempre lo stesso perché è l’espressione di un pensiero che a sua volta è frutto di cultura nel senso più ampio e scaturisce da una visione comune. Linguaggi diversi ma strumenti identici: sensibilità e fantasia. Per arrivare a capolavori capaci di darci un’emozione in un caso e nell’altro perché l’emozione sta in chi li ha creati, e ha dato loro forma sul pentagramma o sul foglio da disegno. Senza dimenticare il determinante contributo di competenze professionali diverse, tutte concorrenti al prodotto finale, sia esso una sinfonia musicale o una sinfonia meccanica.

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Vedi anche la visita alla mostra: “Le auto dell’Avvocato

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