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BMW Serie 1 M Coupé PreDrive – Lipsia (Germania)

Posted by Dr. Pianale su 18 novembre 2010

(I miei Client Test)

BMW Serie 1 M Coupé PreDrive

BMW Serie 1 M Coupé PreDrive

 

BMW Serie 1 Motorsport Coupé. Probabilmente per molti è “solo” un’esagerata e “inutile” segmento C con 340 cv, un sei cilindri tre litri biturbo nel cofano e una linea che è tutto tranne che elegante e che può essere accettata pienamente solo dagli (ormai pochi) estimatori delle BMW degli anni ’70. Ma per me è stato diverso, è diverso. Quando nel 1995 la Motorsport produsse la prima BMW M3 Compact E36 con il motore di “sua maestà” M3 Coupé io avevo già una Serie 3 Compact e sognavo di guidare quella macchina che purtroppo le differenti logiche di mercato degli anni ’90 nel segmento delle medie inferiori lasciarono allo stadio di prototipo. Gli anni passarono e alla Serie 3 Compact si sostituì la Serie 1 e venne il successo.

Ma a me non interessa che il marchio sul cofano sia un premium, mi interessa che ci sia solo il differenziale posteriore come deve avere una BMW. Non mi interessa che ci sia parcheggio fuori qualche locale in centro, ma che ci sia nel parcheggio del Nürburgring prima o dopo un giro sulla Nordschleife. Quindi appena la notizia che la Serie 1 M sarebbe divenuta realtà mi sono iscritto al sito della Motorsport per una pre-prova dell’auto prima del lancio. 4.000 richieste, la mia foto al Ring fatta in uno dei miei 100 giri e il dettaglio (che “dettaglio” non è) che sia anche il fondatore e amministratore del forum italiano dedicato alla Serie 1, il BMW1VirtualClub.it, hanno fatto il miracolo e BMW mi ha scelto per il test insieme ad altri 11 da tutto il mondo.

Non è possibile riassumere in poche righe i 3 giorni in cui sono stato ospite di BMW in Germania per vedere la fantastica fabbrica di Lipsia dove verrà prodotta, stare 24 su 24 ore in compagnia dei vertici della Motorsport e del “papà” della Serie 1 M Coupé, cioè il suo capo progetto, tutti pronti a rispondere a qualsiasi domanda, quindi meglio dedicarsi solo a Lei. Le foto della Serie 1 M Coupé camuffata hanno fatto il giro del mondo, è stata fotografata in ogni luogo, ma trovarsela davanti di persona pronta ad accogliermi per una mattina intera è un’altra cosa. I prototipi sono 3, io salgo su quello bianco perché è il colore della mia auto, e con me il responsabile della Serie 1 che non è un freddo ingegnere teutonico come si può pensare, ma un affettuoso e entusiasta padre che mostra la sua figliola a quello che potrebbe il suo futuro marito ed è più in ansia lui di me di avere i miei commenti.

Ovviamente, salendo a bordo, l’atmosfera è identica a quella delle altre Serie 1 e chi ce l’ha già si sentirà a casa. Ma una casa impreziosita da un livello di finitura differente, con sedili sportivi, fianchi porta, cruscotto e modanature tutte in alcantara antracite cucita di rosso. Il volante è piccolo e massiccio e si impugna alla perfezione previa regolazione del piantone e degli ottimi sedili che sono perfettamente contenitivi, ma senza impedire il normale uso dell’auto. L’Ingegnere mi spiega che i sedili sono specifici, non sono quelli sportivi della 135i normale, ne quelli della “sorellona” M3 che non avrebbero permesso una posizione di guida perfetta sulla Serie 1. Ma il tocco di classe che ti fa capire che non sei su una normale Serie 1 è il tachimetro grigio con luce a led bianca, con la M e il fondo scala a 300 km ora. Regolo gli specchietti che sono piccoli e aerodinamici come quelli della M3 e noto che l’abitabilità è assolutamente identica a quella delle altre Coupé, quindi normale per 4 persone che possono viaggiare comode con un adeguato bagagliaio.

“Start your Engine”, non me lo faccio ripetere e l’abitacolo viene invaso dal suono basso e profondo che esce dai quattro scarichi posteriori, decisamente differente da quello della 135i e dalla 335is che, in teoria, condividerebbe il motore N54 da 340cv con questa 1 M. Alla fine è proprio questo il nocciolo della questione: che differenza c’è fra un ipotetica 135is e una 1 M visto che il motore e i cavalli sono gli stessi? E a questa domanda il “papà” si infervora: non è una questione dei 34cv in più da una BMW 135i, ma di tutte le modifiche specifiche che Motorsport ha studiato per la Serie 1 M.

Quindi mappatura del motore differente, con tasto “M” sul volante per renderlo veramente quasi brutale e entusiasmante sotto il piede, taratura delle sospensioni specifica con componenti specifici, taratura dello sterzo appositamente studiata dal Reparto M e non da BMW. Proprio per questa (costosa) specificità non ci sarà mai una Serie 1 M Cabrio che non garantirebbe un livello di piacere di guida adeguato alle specifiche di Motorsport.

Ci muoviamo dal parcheggio interno della fabbrica di Lipsia. Ci sono 3° e ogni tanto gli scrosci di pioggia si tramutano in nevischio. “Non è la giornata giusta per avere tutti quei cavalli che spingono solo dietro su dei freddissimi Michelin PilotSport da 265/35 R19 (245/35 R19 davanti)!”. Ci precede un istruttore della scuola di guida Motorsport che guida una X6 M e fa da capofila. Al primo rettilineo, quando lui affonda, capisco il perché della sua scelta. Lui accelera e se ne va. Io premo a fondo il mio acceleratore in terza marcia e la mia Serie 1 M comincia a serpeggiare mentre la spia triangolare del DSC lampeggia come se volesse insultare per la mia mancanza di Rispetto! Questa volta Santa Elettronica ha fatto il miracolo, ma non è il caso di stuzzicarla ancora. Un breve tratto di autostrada senza limiti dove ho potuto apprezzare che a 180 km/ora, pur sull’asfalto drenante bagnato, la compattezza dello sterzo e la sua direzionalità sono al di sopra di ogni sospetto e che basta premere per rimanere ancora schiacciati contro il sedile per portarsi a 200.

Usciamo dall’autobahn ed entriamo nelle strade di campagna deserte della Sassonia. Qui il “gioco” si fa veramente duro. Asfalto allagato, tracce di terra lasciate dai trattori. Certo la visibilità è infinita e non ci sono alberi e male che vada si va ad arare un campo di patate o bietole, ma la figura sarebbe pessima! L’X6 M davanti a me corre, ma la mia Serie 1 M Coupé è perfettamente bilanciata: lo sterzo è fantastico, l’assetto è compatto ma non marmoreo quindi sopporta con disinvoltura anche le imperfezioni dell’asfalto. Il retrotreno incollato e fedele come se fosse sui binari tracciati dall’avantreno in modo assolutamente neutro. Ogni tanto attraversiamo a passo d’uomo qualche paese e qui ho modo di apprezzare che il confort, se non si hanno necessità corsaiole, è assolutamente paragonabile a quello di una 116i con l’assetto sportivo di serie, quindi adeguato a viaggiare tranquilli e rilassati potendo contare sull’enorme riserva di potenza solo quando occorre.

Faccio notare questa apparente schizofrenia all’Ingegnere e lui mi dice che è lo spirito delle Motorsport di essere brutali e pistaiole solo quando serve. Quando non è necessario sfruttarle sono auto fruibili come tutte le altre. Non ho potuto non pensare a quando un Alfa Romeo era l’auto per andare in giro nella settimana con la famiglia e nel fine settimana da impegnare in qualche corsa pista o rally. Peccato, per noi Italiani e per l’Alfa, che chi ha capito e continua a fare auto così non sia più l’Alfa attuale.. Torniamo verso la fabbrica, adesso veramente diluvia e anche l’X6 M rallenta perché in autostrada il problema diventa non l’acquaplaning, ma la scarsa visibilità. Metto la sesta, il motore sonnecchia facendo le fusa come una tigre rilassata. Controllo i consumi e il CB a 120 Km/ora mi da un consumo istantaneo di 10 km/litro, non molto diverso da una MonoVolume o SUV a benzina del segmento dimensionale della BMW Serie 1 Coupé , ma con 200 cv di meno. Il consumo medio di tutto il test è stato di 8km/litro perché la guida è stata più brillante.

Ma è tempo di far assaggiare alla mia 1 la pista. Nulla di particolarmente evocativo o difficile, ma l’ovale raccordato da curve paraboliche della pista di prova della BMW di Lipsia che mi permette di testare le doti del motore. Non è mai veramente cattivo, anche premendo il tasto M e con la scritta “SPORT” sul cruscotto diventa più reattivo, ma mai brutale. Però i due turbo fanno il loro lavoro in modo instancabile: a qualsiasi velocità prima dei 250 km/ora autolimitati elettronicamente premendo l’acceleratore si ha una spinta impressionante che sembra non interrompersi mai. Sull’asciutto affondando tutto l’acceleratore penso che tale sarebbe la sensazione che da la coppia che spinge che probabilmente si guarderebbe nello specchietto per vedere se dietro di noi si sono formate le onde nell’asfalto come nei cartoni animati. E questa spinta non si affievolisce mai fino a 5.000 giri, probabilmente sarebbe il momento giusto per cambiare, ma il motore non disdegna di arrivare a 6.000 se proprio non si riesce ad azionare la leva del cambio prima.

Ultima prova. Un piazzale asfaltato, dei coni, asfalto bagnato e 340cv solo dalla parte giusta. Gli ingredienti per il divertimento ci sono tutti. Qui la differenza la fa l’elettronica che rende possibile a chiunque lo slalom fra i birilli con uno sterzo precisissimo e con un rassicurante sottosterzo. Ma quando si preme il tasto del DSC si entra in un altro mondo. La bestia non è più domata, va domata e qualche cono cade sotto le nostre mani e piedi. Io ammetto che più che alla precisione ero alla ricerca del sovrasterzo spettacolare e con una facilità incredibile, merito del perfetto bilanciamento 50-50 identico a tutte le altre Serie 1, sono riuscito a fare un drift di 180° al primo tentativo come se fossi sulla mia normalissima 120d.

Poi è salito il pilota della Motorsport e ha annichilito tutto noi: ha dimostrato come si guida senza elettronica e di cosa è capace la Serie 1 M Coupé. Purtroppo la mattinata è volata e il pomeriggio è stato speso a visitare la nuovissima fabbrica BMW di Lipsia assolutamente spettacolare e futurista. E’ stata un emozione vedere nascere una Serie 1 M Coupé partendo da dei pezzi di lamiera fino ai controlli finali e alla prima accensione del suo motore. Tutto questo mentre con lei, dietro e davanti a lei, venivano costruite le normali X1, Serie 1 Coupé, Cabrio e 3 porte.

Ultima emozione la presentazione per noi della versione definitiva della Serie 1 M Coupé nello spettacolare e filologicamente corretto Valencia Orange metallizzato che è un chiaro tributo ai colori che negli anni ’70 avevano le BMW 2002 Turbo e non. La BMW Serie 1 M Coupé sarà disponibile anche in colore nero e bianco per un prezzo di circa 55.000 euro che volutamente si deve posizionare fra la 135i e la M3. Probabilmente il prezzo è l’unica nota dolente di quest’auto apparentemente non perfettibile ulteriormente. Non che non li valga, ma perché è pericolosamente vicino a esemplari usati di BMW M3 o vetture prestazionali corrispondenti o superiori con qualche anno sulle spalle. Forse sarebbe stato il caso di affiancare alla 1 M così ben rifinita e praticamente full optional una Serie 1 M Dura & Pura senza troppi fronzoli. Non so se arriverà sul nostro mercato, ma dietro i riflettori c’era una Serie 1 M nera senza fari allo xeno, con il clima manuale, interni in tessuto, cerchi non differenziati da 18”. Fatti due conti sicuramente una versione sotto i 50.000, probabilmente la Vera erede della filosofia della BMW M3 E30 a cui la BMW Serie 1 M Coupé si ispira molto più direttamente della nuova BMW M3 Coupé. The Wild 1 è fra noi!


Queste sono le foto che ho fatto io con il cellulare all’ingresso della fabbrica di Lipsia

Ecco il video della Fabbrica di Lipsia:

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6 Risposte to “BMW Serie 1 M Coupé PreDrive – Lipsia (Germania)”

  1. Cristiano said

    Venderdi 10 dicembre 2010 è stata presentata ufficialmente la Serie 1 M Coupè che ho provato in anteprimaIn questo link c\’è tutto: foto, documentazione estesa, dati e diagrammi tecnici:http://bmws1vc.altervista.org/forum/index.php?s=&showtopic=9336&view=findpost&p=249192

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  2. m said

    Mi piace,spero di vederla presto dalle nostre,parti.Sei stato veramente fortunato a vederla,ma sopratutto provarla.Complimenti!!!!!!

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  3. jacopo said

    Ciao Cristiano, Ho una BMW 120D coupe’ M sport, ho i cerchi di serie post 225/45/17 ant 205/50/17 volevo sostituirli con i 18 che da libretto devono essere al posteriore 245/35/18 e all’anteriore 215/40/18 secondo te andando mettere cerchi piu’ grandi 18 anziche’ 17 e con piu’ superficie a contatto con la strada andrei incontro a un aumento sensibile dei consumi e una diminuzione della ripresa?

    Grazie
    Jacopo

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    • Ciao Jacopo.

      Considerato che hai già i 17″ non credo che passare ai 18″ sia un peggioramento così sensibile da renderlo sconsigliabile…certo se avevi i 16″ probabilmente passare ai 18″ avrebbe cambiato qualcosa in più.

      Complimenti per la Coupé, macchina rara e da veri intenditori!

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  4. jacopo said

    Grazie Cristiano tra l’altro è proprio leggendo il tuo articolo sulla serie 1 che ho optato per comprarla con il cambio manuale e non con il cambio automatico, scelta che si è rivelata ottima! Tornando al discorso dei cerchi da libretto per passare ai 18 dovrei montare delle 245 dietro e delle 215 davanti inizia a essere un po’ tantino per un 120D cosa ne pensi? Inoltre la maggior impronta sulla strada e l’aumento di diametro del cerchio ho paura che possa farsi notare su consumi e ripresa, tu cosa faresti?

    Grazie
    Jacopo

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    • Grazie a te!

      Io sono un fan della leggerezza e dell’impronta a terra piccola (a costo di un sicuro sacrificio estetico) e lascerei così com’è… 🙂

      Però i gusti sono personali, eh!

      TI do un consiglio, se non lo sai o non sei iscritto, io sono il “papà” del forum dedicato alla Serie 1 dove troverai ogni informazione molto più dettagliata di quella che ti posso dare io: http://www.BMW1VirtualClub.it

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