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BMW Serie 3 Compact E36

Posted by Dr. Pianale su 20 marzo 1994

(Storia delle BMW Compatte)

BMW Serie 3 Compact (E36/5)

(1994 – 2000)

Origini e motivazioni

Lo strapotere di vetture come le Volkswagen Golf e le Ford Escort, che la facevano da padrone all’inizio degli anni ’90 spinse la Casa bavarese a studiare una vettura di fascia media o medio-bassa da contrapporre a tali vetture. La BMW non ha mai avuto una grande tradizione in tale settore: le vetture più recenti tra quelle considerabili di fascia media erano le BMW Touring di vent’anni prima, che tra l’altro non riscossero un gran successo. Era necessario quindi proporre una vettura a prezzo ragionevole per far guadagnare credibilità alla BMW anche in un segmento poco conosciuto alla Casa stessa. Per rimanere competitiva doveva contenere i prezzi e l’unico modo per farlo era di prendere come base una vettura già esistente, in modo da risparmiare sui costi di progettazione.

  • Lunghezza: 4.210 mm
  • Larghezza: 1.700 mm
  • Altezza: 1.390 mm
  • Passo: 2.700 mm
  • Peso: 1.140-1.255 kg

Concorrenti 
Alfa Romeo 146
Audi A3
Citroën ZX
Fiat Brava
Ford Escort
Lancia Delta
Opel Astra
Peugeot 306
Renault Mégane
Rover 200
Volkswagen Golf

Data la situazione, la BMW non aveva scelta: i modelli più economici che aveva in quel momento in listino erano quelli della Serie 3 E36, e più in particolare la 316i con propulsore da 1.6 litri. Si scelse pertanto di partire proprio dalla fortunata berlina medio-alta.
All’inizio la stampa vociferava di un’imminente arrivo di una Serie 2, ma il prodotto finale, lanciato nel 1994, fu battezzato Serie 3 Compact, come per voler sottolineare la stretta parentela con la "sorella maggiore".
Rispetto a quest’ultima, la nuova Serie 3 Compact si distingueva soprattutto per un particolare: la coda era infatti stata tagliata di circa 22 cm e la nuova vettura appariva quindi come una berlina a due volumi e mezzo e a tre porte (due laterali più il portellone d’accesso al vano bagagli). Non fu mai commercializzata, invece, con carrozzeria a cinque porte. Tecnicamente, al posto della sospensione posteriore di tipo multilink delle altre serie 3 E36, la Compact montava una sospensione a bracci oscillanti, di concezione analoga a quella utilizzata dalla serie 3 E30. Anche la componentistica della plancia era molto simile a quella della serie 3 E30. Il passo è stato mantenuto intatto a 2.70 m di lunghezza, in modo da consentire un’abitabilità pari a quella della berlina a 4 porte.
Inizialmente, la Serie 3 Compact fu proposta in due versioni: la più economica era la 316i Compact, con motore a 4 cilindri in linea da 1596 cc in grado di erogare 102 CV. L’altra versione era la 318ti Compact, equipaggiata sempre da un 4 cilindri in linea, ma della cilindrata di 1796 cc e con potenza massima di 115 CV.
Le rispettive velocità massime sfioravano i 190 ed i 210 km/h, dimostrandosi così molto valide anche su tale fronte. Dal punto di vista meccanico, inoltre, la Serie 3 Compact era già all’epoca l’unica vettura di fascia medio-bassa a trazione posteriore e ciò la rendeva un oggetto particolare.
In realtà, nonostante molti validi contenuti, la Serie 3 ottenne un successo piuttosto moderato, probabilmente perché vista come una "Serie 3 dei poveri", ma anche perché a metà anni ’90 le vetture di fascia media a due volumi e mezzo stavano perdendo rapidamente mordente presso il pubblico. Basti pensare che anche una delle sue principali rivali, l’Alfa 145, non ottenne un riscontro di gran rilievo e così anche la sua parente più stretta, ossia la Fiat Bravo.
Insomma, è stato un periodo nero per le vetture dotate di tale impostazione estetica.

A nulla valse il tentativo della BMW di proporre una versione rinnovata della 318ti Compact, stavolta equipaggiata dal 1.8 16V da 140 CV montato sulla 318is berlina, e neppure il proporre una versione decisamente brillante, ossia la 323ti Compact (con motore da 2495 cc e 170 CV di potenza max) da 230 km/h, servì a rilanciare la Compact. Stessa scarsa efficacia ebbe anche l’introduzione delle 318 tds Compact, con motore turbodiesel da 1665 cc da 90 CV e 175 km/h di velocità massima. La prima serie della Compact si avviò così a fine produzione, avvenuta nel 2000.


BMW M3 Compact E36

BMW M3 Compact E36

La Storia delle vetture BMW della divisione Motorsport è affascinante e, a volte, le informazioni più vecchie sono difficili da trovare perché si perdono nel passato.

Quanti di voi erano a conoscenza della M3 Compact E36? Probabilmente la mano la posso sollevare io e pochi altri intimi, ma la Storia di BMW è anche fatta da questa autovettura.

La M3 E36 3.2 fu esposta per la prima volta al Motor Show di Francoforte 1995, ma la versione nordamericana non fu presentata fino al salone New York del 1996. La M3 E36 3.2 è stata immediatamente prodotta nella versione Coupé e Cabrio e successivamente berlina a quattro porte.  Come l’originale M3 E36 3.0 litri, i modelli 3.2 litri furono dotati di due propulsori diversi, uno per il Nord America (S52) e un secondo per l’Europa e il resto del mondo (S50 B32).

Ma è qui che la vicenda diventa interessante e poco conosciuta. La divisione Motorsport costruì una variante in più, la quarta, rispetto a quello che normalmente si conosce: una BMW M Compact o BMW M hatchback come viene chiamata più comunemente negli stati unitigli Stati Uniti. La cosa è ancora più interessante è il fatto che BMW ha costruito questa vettura in onore del 50esimo compleanno della rivista tedesca Auto Motor und Sport.

La BMW M3 Compact E36 3.2 era spinta del motore europeo S50 B32 e caratterizzata da una cambio Getrag a sei marce manuale. Per distinguerla dalle altre M3 già in listino aveva una configurazioni a 4 scarichi che fu poi ripresa successivamente della M3 di regolare produzione.

La M3 Compact aveva le sospensioni tarate specificamente dalla Motorsport perché la ciclistica era ancora ancora quella della E30 e non quella della E36 (tali modifiche e regolazioni servirono poi per definire le Z3 M Roadster e Coupé che erano identiche alla Compact), i freni della M3 di produzione e i cerchi M da 17” . Montava anche il pacchetto aerodinamico M-Technic e verniciatura rossa: All’interno era stato montato il cruscotto della M3 E36 (diverso da quelle della Compact di serie che derivava dal cruscotto della E30), sedili Recaro Racing in tessuto nero e rosso e le cinture di sicurezza a 4 punti. Completava il tutto il volante in Alcantara e il pomello del cambio M3.

Negli anni successivi molti privati e preparatori infilarono nel cofano della Compact il motore delle M3 E36 in listino per sfruttarne, soprattutto nelle competizioni, la maggiore leggerezza e semplicità rispetto alla versione Coupé. Furono realizzate anche una Compact con il V8 4.6 della M5 e addirittura una Compact M356 V12 con il motore a dodici cilindri della Serie 7

La BMW M3 Compact è stata descritta sulla rivista Auto Motor und Sport nel 1996 e una scansione dell’articolo “Il Processo Breve” è riportata qui sotto.

(Fonte: BMWblog.com )

BMWcompatte02

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